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ARTIGIANI, MODELLI, NUMERI - pag. 1/4 | |||||||||||||||||||
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Artigiani, Modelli, Numeri di Felice Ragazzo
la lezione di Leon Battista Alberti, letterato ma anche convinto assertore dell'idea di numero come paradigma di armonia e di bellezza, non si è esaurita con lo scorrere dei secoli, ma si aggancia direttamente al presente
"Non mi stancherò mai [...] di raccomandare ciò che solevano fare i migliori architetti: meditare e rimeditare l'opera da intraprendere nel suo complesso [...], servendo[vi] non solo di disegni e schizzi, ma anche di modelli [ ]"(1). Ecco come, in sintesi, la pensava Leon Battista Alberti a proposito del progettare e realizzare opere. Questa lezione è ancora vitale oggi, quando disegni e schizzi possono essere idealmente trasfigurati in elaborati informatici di disegno automatico e i modelli in tecnofatti di macchine a controllo numerico? L'Alberti peraltro non era soltanto un fine umanista, ma anche un convinto assertore dell'idea di numero, inteso come paradigma di armonia e di bellezza delle forme. La sua lezione non solo non si è esaurita con lo scorrere dei secoli, ma si aggancia direttamente al presente poiché in essa sono compresi molteplici presupposti essenziali. Semmai, richiede di essere attualizzata per essere capita e applicata anche da chi non è filologo albertiano. Tuttavia, qui non parleremo direttamente di essa, perché abbiamo come riferimento una concreta esperienza realizzativa di modelli: quelli esposti a Mantova, nella mostra su Leon Battista Alberti presso le Fruttiere di Palazzo Te, tra il settembre e il dicembre 1994. Il tema del modello, inteso come oggetto di rappresentazione o di visualizzazione, oggi è molto complesso poiché il termine si carica continuamente di nuovi significati: nel dizionario italiano se ne contano circa una trentina. Senza entrare in dettagli filologici, cercheremo di sintetizzare tale complessità, cercando di porre in particolare rilievo certi aspetti attuali del rapporto disegno-oggetto, soprattutto alla luce di nuove tecnologie, benché i modelli della mostra mantovana si riferiscano a un architetto rinascimentale. Esaminiamo prima di tutto l'identità odierna della figura del modellista: oggi il modellista è per lo più un raffinato artigiano, che può essere considerato da molti punti di vista l'epigono o il discendente dell'anima faber dell'artefice rinascimentale, arricchito di successive sedimentazioni cognitive ma sostanzialmente alieno dalla rivoluzione industriale. | ||||||||||||||||||
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