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BOTTEGA VIRTUALE - pag. 1/2 | |||||||||||||||||
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Bottega Virtuale di Felice Ragazzo
i nuovi artigiani hanno sempre meno a che fare con i classici ferri del mestiere, ma, con un po’ di sapere geometrico-matematico e con i nuovi strumenti digitali, possono sfruttare molte possibilità di migliorare le loro condizioni di lavoro Anni addietro si discuteva di differenza tra industria e artigianato. Non vi è dubbio che talvolta l’argomentare fosse un po’ sterile, poiché non era facile stabilire confini esatti tra i due campi. Oggi quell’esercizio non ha più motivo di esistere, poiché l’industria in senso fordista è stata superata dal post-industrialesimo informatico e telematico, mentre l’artigianato si evolve in una mutazione genetica che lo rende irriconoscibile alla luce dei paradigmi consueti. Tuttavia sono ancora molte le merci che si producono, si spostano e si consumano, nonostante cedano ormai il passo alla circolazione dell’informazione. Le merci sono ancora realizzate in centri di produzione che continuiamo a chiamare industrie e laboratori artigiani, forse anche a causa di inerzie indotte da residue somiglianze con il modello superato. Se qualcosa oggi continua a distinguere industria e artigianato, tale distinzione non riguarda tanto l’ambiente di lavoro, la qualità dei prodotti realizzati, le modalità tecniche di realizzazione, quanto la disponibilità di apparecchiature tecnologicamente avanzate, per lo più basate sull’elettronica e sull’informatica, come strumenti di telerilevamento, workstation per il disegno automatico, apparecchiature per la prototipazione avanzata, centri di lavoro a controllo numerico. Nei grandi complessi produttivi si sono dilatati a dismisura il Centro progettazione e l’Ufficio tecnico, tanto che talvolta rappresentano da soli l’impresa. La macchina, quando c’è ancora, si configura sempre più come un fenomeno integrato e, come si dice, capital intensive, ovvero un grande e complesso apparecchio che richiede poche unità di personale specializzato addette al controllo del suo funzionamento. Invece l’artigiano, mentre da un lato tenta di operare sempre più su questo terreno, dall’altro non è ancora riuscito a dotarsi organicamente della nuova strumentazione. E come potrebbe, visto che i capitali necessari sono esorbitanti rispetto alle sue possibilità? Ma anche lui non può più fare a meno di questa sorta di nuovo nettare tecnologico, sia perché il dominio del vecchio strumento si va facendo sempre più incerto, sia perché, a ben vedere, c’è molta più affinità, in termini di flessibilità operativa, tra lui e le nuove tecnologie che non tra queste e l’industria convenzionale. | ||||||||||||||||
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