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OGGETTO DI MERCHANDISING MUSEALE- pag.
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Oggetto di merchandising museale di Felice Ragazzo
Se nel campo del design persiste il fervore per rigenerare il panorama degli oggetti, sta sorgendo, invece, sempre più attuale e pressante, il tema degli oggetti di carattere commerciale di pertinenza dei musei. A prima vista, i due campi paiono non avere collegamenti, ma, in verità, alcuni dati li accomunano: in entrambe i casi sono necessari processi di elaborazione progettuale e, in quanto merci, di produzione. Tuttavia, per quanto verso gli oggetti di merchandising museale stia montando l'interessamento di designers convenzionali, siamo ancora lontani dal poter dire che si tratti della stessa cosa. Marcatamente, la differenza sta nel fatto che il primo tipo di oggetti, pur nella sterminata varietà di approcci, corrisponde alle convenzioni che caratterizzano il design, mentre il secondo è connesso al particolare bene storico-artistico per il quale si motiva la sua esistenza. Nel primo caso si può dire, ovviamente con molta approssimazione, che l'oggetto è autoreferente e se sussistono allusioni simboliche o formali, queste rimandano normalmente ad un ambito indefinito. A tal proposito, molti designers indagano questo universo dai contorni aleatori come luogo dove si formano le opinioni sul gusto, le convinzioni estetiche, gli approcci d'uso, per calibrare le proprie proposte progettuali. Nel secondo caso, invece, l'oggetto non è autoreferente, perché, anche qui sommariamente parlando, l'idea primigenia che lo sostanzia risiede altrove. Per il progettista, in questo caso, la legge principale da rispettare è la corrispondenza con l'opera prima, quindi, in termini di gusto, forma, funzione e immagine, tutto ciò che attiene alla buona riuscita di un oggetto, in termini di design, costituisce un secondo problema. Sussiste, in definitiva, una sorta di vincolo di ispirazione. Anche per questa ragione un oggetto di merchandising museale da molti viene considerato declassato rispetto all'oggetto ordinario di design. Da qui si spiegano anche le prudenze di taluni designers nell'affrontare l'argomento, se non fosse per le attraenti aspettative di mercato. | ||||||||
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